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Sterminiamoli umanamente...

di ciribo (28/02/2007 - 13:59)

Ancora razzolando qua e là sul catalogo SkyMall sono giunto ad un oggetto dalla cui descrizione traspare una certa confusione sul senso delle parole...
Rat Zappers
e vi si legge..."advanced electronic technology to deliver a quick, deadly shock to mice, rats and other unwanted rodents, humanely exterminating them".
Mi sfugge il meccanismo mentale che ha portato ad accostare la parola "humanely" alla parola "exterminating". Ma forse sarà per questo che non capisco la logica della politica estera americana. ;)

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Mai più senza 2...

di ciribo (28/02/2007 - 13:44)

Proseguiamo con la raccolta di oggetti totalmente assurdi trovati sul catalogo dello SkyMall di American Airlines. Come sempre della serie "cosa potrebbe mai venirti voglia di comprare mentre sorvoli l'oceano...".
L'oggetto di oggi è una splendida replica di un
vero macigno delle Rocky Mountains (ricordate John Denver? "Rockyyyy Mooouuuntaaaiiinsss hiiiiiiighhh...Coooloooraaadooooooo...". Pace all'anima sua).
Avete bisogno di nascondere lo scarico del vostro bunker antiatomico sotterraneo? Volete conservare il cadavere del nonno per sette anni per intascare la pensione? L'armadio non è il nascondiglio più sicuro per il vostro amante? Il vostro gatto, cane, figlio, vi ha già rotto abbastanza i coglioni? Pensate che..."la narcotici non andrà mai a cercare lì sotto..."?
Il
macigno finto da giardino allora fa al caso vostro!
Mai più senza è il nostro motto!

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Progetto contabilità

di ciribo (22/02/2007 - 18:32)

Uno dice, vai in un hotel di lusso dove ti danno l'orsacchiotto, hai un televisore lcd da svariati pollici in camera, cambiano il tappeto negli ascensori mattina e sera, cosa potrà succedere mai di ordinariamente folle?
Può succedere che il conto della tua camera debba essere addebitato sulla carta di credito dell'azienda per cui lavori. Mentre le spese extra dovrebbero finire sulla tua carta di credito personale.
Tutto contento te ne torni in Italia e scopri che l'albergo ti ha addebitato, oltre le spese extra, metà delle spese di pernottamento (che ammontano più o meno a 1500 bei dollaroni).
Chiaramente la carta l'hai usata anche per altre cose, e dato che essa ha un limite, succede che ti addebitano 950$, ti sfondano il limite, e la carta diventa inutilizzabile.
Allora scrivi all'albergo spiegandogli la situazione e loro, molto cortesemente, ti dicono che ti accrediteranno indietro i mitici 950 dollaroni paperoni.
E invece cosa fanno?
Oltre ai 950, te ne riaccreditano altri 580 e spiccioli.
Tu pensi...boia deh! E' il mio giorno fortunato! Quasi quasi me ne sto zitto e sto a vedere cosa succede.
Beh...succede che evidentemente loro si accorgono dell'errore. Quindi, dopo qualche giorno, pensano bene di riprendersi i loro 580 dollari e spiccioli.
Sono portato a ritenere però, che la scimmia ammaestrata che segue la loro contabilità, abbia qualche problema nell'uso del tasto sinistro del mouse. Suppongo infatti che abbia cliccato una volta di troppo nella finestra del software Finson
, visto che mi trovo addebitata sulla carta la stessa cifra, due volte.
E quindi eccomi di nuovo sotto di 580 dollari...e spiccioli.
Come se non bastasse, dato che le operazioni sono state eseguite in giorni differenti, il rapporto di cambio euro/dollaro non è lo stesso. Quindi quei 580 riaccreditati un giorno, tradotti in euri, non sono gli stessi 580 addebitati successivamente. Ovviamente nel cambio io ci rimetto. Senza dimenticare il fatto che li hanno addebitati due volte.
Ad un banchino del gioco delle tre carte in un vicolo di Napoli avrei rischiato meno.
Ora sono curioso di vedere cosa risponderanno alla mia ultima mail.

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Ultimi appunti Chicaghesi...

di ciribo (19/02/2007 - 22:03)

(brainstorming volante...liberamente tratto dal mio blocchetto di appunti...)

Mentre voli a 32000 piedi sopra il Canada hai 3 opzioni.
Pensare.
Dormire.
Guardare la ruota della fortuna sulla TV di bordo.
Merda, non ne azzecco una. Sarà perché è in inglese.
Compro una vocale.
Non capisco se è una ruota della fortuna nazionale o se la organizza la American Airlines per poi trasmetterla sulla TV a circuito chiuso. Sta di fatto che la tipa ciccia ha appena vinto un viaggio non so dove offerto dall'AA.
Il nero ha vinto la metà rispetto agli altri. Metafora degli equilibri sociali negli USA?
Sono un po' preoccupato per il volo. Quando ho visto salire un gruppetto di suore temevo che una di loro avesse una chitarra...
"ho scelto il giorno sbagliato per smettere coi tranquillanti"

Damien Rice dovrebbe spingermi a guardare fuori le luci delle città che sorvoliamo, e a pensare, sprofondato nella malinconia.
Invece lo sguardo è irrimediabilmente attratto dal tubo catodico. E porca troia! E no eh! Stacca gli occhi. Guarda fuori.
Le suore dormono.
Sorvoliamo una zona dove piccoli paesi si stendono sul nero come ricami. Una trama di piccole matasse di fili colorati unite da sottili strisce di luce.
Anni fa avevo un programmino, sul 486, che disegnava frattali, e mi garbava una cifra zummare a ripetizione e ritrovare sempre le stesse figure ripetute all'infinito.
Ecco cosa mi ricordano questi ricami. Frattali di rame e argento disegnati sul nero.
Certo che se ci fosse un po' meno luce qua dentro, sarebbe un pelino più facile lasciarsi andare alle riflessioni, meditazioni, seghe mentali.
Al sonno. All'oblio!!!! :)
Una suora scruta il proprio passaporto sfogliandolo pagina per pagina. Forse non si capacita di essere francese e cerca una conferma scritta.
Si arrende all'evidenza e comincia a schiccolare un rosario.
C'è una...oh merda...hanno spento le luci...ok, niente panico, dov'è il pulsantino per la mia lucetta personale?
Vorrei evitare magari di premere quello che serve a chiamare l'assistente di volo.
Eccolo. Trovato.
Dicevo.
Vorrei evitare di sbagliare pulsante, perché c'è una hostess, di una certa età e, beh, mi ricorda un po' Frau Blucher, dai modi.
E' un po' crucca.
Mi aspetto sempre di sentire dei cavalli nitrire, quando lo steward la chiama.
Accidenti a loro però. O non potevano spengerle prima le luci?!?!?
Quando abbiamo sorvolato, credo, Montreal. Enorme. Anche da quest'altezza. Avrei tentato l'impresa di scattare una foto. Ma ora...fuori è il buio più assoluto. Fanculo.
E' un po' come quando sei al CAR, e te ne stai in camerata, in branda. Poi le luci si spengono. Tu tieni magari accesa una lucetta, perché devi scrivere alla morosa. E mentre sei lì che le descrivi tutte le porcate che le faresti se l'avessi a portata di mano, ecco che ti becca il sergente maggiore e ti fa fare
50 flessioni.
Ecco, magari è così, ma che volete che ne sappia. Io mica l'ho fatto il militare.
Comunque, ho un po' il timore che la hostess mi obblighi a fare 50 flessioni, se non sto attento.

Bon!
"O", di Damien Rice è finito, e la scelta per proseguire è passata su "Play", di Moby. Chissà che ore sono. Niente orologio. Cellulari spenti.
Vabbeh...che fo...dormo?
Tanto ormai siamo sopra l'oceano e fuori non c'è più molto da vedere. Anche se la luce del bordo d'ala e i riflessi della stroboscopica rossa hanno per un po' attratto la mia attenzione.
Basta poco per ipnotizzarmi.
Mi piace proprio viaggiare. E non vivo lo spostamento come una componente pallosa del viaggio. Anzi, tutt'altro. Anche 8 ore di volo intercontinentale, o quei lunghi lenti trasferimenti in camper ai tempi delle vacanze in famiglia. A fare tappa, per dormire, nelle stazioni di servizio. O ancora il breve viaggio in traghetto che da Livorno porta in Capraia.
Spostarsi e non godere del gesto stesso di andare è come cucinare una cena succulenta senza spilluzzicare qua e là durante la preparazione.
Mi piace spostarmi. Da adolescente mi facevo delle gran girate in motorino, senza avere una destinazione precisa. Giusto per il piacere di andare. Adesso ho una moto, ma il risultato non cambia. :)
Quindi, che meraviglia questa cabina di aereo sospesa 10000mt sopra l'oceano, piena di piccole luci soffuse, di sedili su cui è impossibile stare comodi, di respiri di persone, diretta non importa dove.
Buon viaggio a chi si sta muovendo, e a chi deve ancora partire.
Buonanotte.

Tag: aereo,viaggio,chicago,hostess

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Mr. Beef

di ciribo (15/02/2007 - 13:47)

La risposta americana al lampredotto...














e riparti di slancio!!!
Il panino viene letteralmente affogato nel brodo di cottura della carne. Ci puoi ingrassare la catena della moto se lo strizzi, e in bagno al posto del dispenser del sapone c'è un secchio di pasta da meccanico.
Però è buono :)

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Leaving Chicago ain't easy...

di ciribo (15/02/2007 - 02:15)

(...sì, occhei, sono già rientrato a Firenze, ma ci sono un po' di appunti che non avevo potuto postare...)

Leaving Chicago ain't easy...
Sembra strano sentirmi frullare questo pensiero in testa. Non lo è poi molto, se si considerano le circostanze.
Il lavoro è finito.
Quindi niente più stress, niente più 12 ore al giorno in una sala senza finestre a districarsi fra una merdazza e l'altra.
La temperatura è un po' salita. Questo rende più facile girare per la città. E poi sta nevicando. Adoro le metropoli imbiancate. Fa molto immagine di Chicago come avevo nella mia testa.
Girando, poi, cominci a prendere confidenza con le cose e le persone. Più che altro con certi atteggiamenti, comportamenti, regole non scritte.
Le commesse di Starbucks vicino all'albergo ormai mi riconoscono, dopo due settimane di Marble Loaf e Doppio (l'unico caffè vagamente accettabile).
Poi ormai ho acquisito un briciolo di scioltezza nel distribuire le mance, qui la consuetudine si è fatta praticamente obbligo. Appena arrivato ho passato almeno un paio di giorni ad interrogare i miei colleghi americani cercando di tenere a mente quanto, come e perché. Terrorizzato dall'idea di fare una figuraccia.
Mi dispiace partire. Un giorno e mezzo di libertà (e solitudine, beata, amata solitudine), hanno dato un briciolo di sapore vacanziero a questa trasferta.
Ed invece eccomi qua in aeroporto.
Chicago mi è piaciuta. Per quel poco che sono riuscito a vedere.
C'è un po' di tutto quello che ci si immagina. Ci sono tutti i Blues Brothers, c'è tutto E.R., e c'è un po' di quella America imparata nei telefilm. Il fumo che esce dai tombini lungo le strade. I tassisti che si fermano quando alzi il braccio. I grattacieli, è chiaro. Le costolette di maiale grigliate. I bicchieroni stracolmi di caffè che generalmente nei polizieschi finiscono rovesciati addosso a qualcuno alla partenza di un inseguimento o, in alternativa, lanciati nel più vicino cestino del sudicio (fra l'altro ho notato una certa carenza di cestini dei rifiuti).
Il ketchup ovunque. Le scalette metalliche di emergenza lungo le facciate dei palazzi. I tassisti araboindioafrolatinoamericani che ti parlano attraverso una finestrella nel vetro che li separa dal pericolo alle loro spalle.
E' tutto ovvio. Ma poi arrivi e ti rendi conto che ti affascina anche se è ovvio che l'avresti trovato.
Certo, magari con un po' più di tempo e di fortuna avrei potuto vedere inseguimenti micidiali, coccodrilli bianchi nelle fogne, vulcani che sgorgano nei giardini pubblici, un uomo vestito di rosso e blu che salta da un grattacielo all'altro appeso ad una ragnatela, ma forse mi andrà meglio la prossima volta.
I neri. Dice, grazie al cazzo, sei in america. Sì sì, è vero, ma qui non stanno a vendere asciugamani sulle spiagge o i fazzoletti di carta davanti al Goal Bar.
Lasciatemi spiegare...
La concierge del bar al pianterreno dell'albergo è nera. Tutte le persone addette alla sicurezza, dove lavoravamo, sono nere (qui si potrebbe aprire un'ampia parentesi sul fatto che tutti i lavori indesiderati dai bianchi sono ormai praticamente affidati quasi esclusivamente a neri, o sudamericani, ma lasciamo perdere). L'uomo d'affari è nero. Il giornalista è nero. E' grandioso! Non fraintendetemi, vi prego. Ma l'abitudine che ci si fa in Italia, no, non voglio generalizzare, l'abitudine a cui sono assuefatto io, in Italia, è quella di "no, no, grazie, non compro niente".
A volte con fastidio, a volte con compassione, a volte senza neanche una risposta. Ma resta sempre, secondo me, un approccio di subordinazione.
Spero che voi abbiate avuto, o abbiate cercato, l'opportunità di conoscere le persone di colore che vivono in Italia. Io, se devo essere sincero, no. Apparte un paio di rare eccezioni.
Qui ho percepito una sensazione diversa. E mi piace. Mah, tanto lo so che non riesco a spiegare per bene quello che voglio dire. Volevo solo dire che ho provato una sensazione di normalità che spero di riuscire a conservare.

Un po' alla volta posterò su
Flickr le foto che ho fatto, soprattutto la domenica prima di partire.
La mitica metro sopraelevata (Loop)












Boia se passa vicina ai palazzi!!!












Il fagiolone del Millennium Park












E altro ancora.

Basta, per oggi mi sono un po' rotto le balle di scrivere.
Ricomincerò quando avrò appoggiato le chiappie sul mio divano. E dopo aver concesso alle mie gatte la dose di coccole che, mi auguro, stiano aspettando. anche se è più probabile che stiano aspettando il cibo.
(Oh! Boni! Non è che le ho lasciate due settimane senza mangiare eh! C'era chi si prendeva cura di loro).
Speriamo che non servano pesce in aereo.
"piove"..."la gatta non si muove"...

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Mai più senza...

di ciribo (14/02/2007 - 01:43)

Si potrebbe quasi dare inizio ad una raccolta di imperdibili oggetti di cui nessun essere umano nel pieno delle proprie facoltà mentali potrebbe mai fare a meno.
Il catalogo che trovi dietro i sedili dei voli American Airlines è pieno di interessanti inutilità da far concorrenza alla D-Mail.
Non puoi mai sapere cosa potrebbe venirti voglia di comprare mentre sorvoli l'oceano.
Cominciamo quindi con un paio di perle...
La
panchetta da giardino, in pietra, con su incisa una frase in memoria di qualche proprio caro estinto...
E come rinunciare poi a questa meravigliosa riproduzione delle
tavole della legge, dal Monte Sinai direttamente nel giardino di casa tua!!!
Imperdibili!

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Praise the Lord...

di ciribo (13/02/2007 - 23:45)

...and pass the biscuit!
Questo è il motto del
Gospel Brunch della domenica alla House of Blues di chicago!
Beh, certo, non è come trovarsi a urlare "Ho visto la luce!" in una chiesetta dove dice messa James Brown (non fosse altro perché il buon caro vecchio James ha recentemente tirato il calzino), però è comunque una cosa che consiglio a chi visita Chicago. Anche se ha un po' il sapore di uno show per turisti. Ma ne vale la pena.
Due orari, 10 e 12:30, più qualche volta extra alle 15 in occasioni speciali.
Fondamentale prenotare con un certo anticipo.
Purtroppo non è possibile fare foto all'interno, quindi nessuna testimonianza visiva dell'evento.
Tavolate sociali quasi da casa del popolo giù in platea. Palchi aristocraticamente asociali su in alto.
Il cibo non è male, solo che alle 10 di mattina infilarsi in pancia manzo, tacchino, omelette, jambalaya, salsiccetta piccante, patate lesse rivoltate nella panna, waffles con sciroppo d'acero, fragole e panna montata, non è proprio quel cappuccino e brioche a cui siamo abituati. Altro che le
proteine del Marsa!!!
Durante il brunch scambio due chiacchiere con il mio vicino, un tizio di Minneapolis che è lì con la moglie (ovviamente ha attaccato bottone lui, ci mancherebbe).
Poi si apre il sipario...
Otto persone più un paio di musicisti. Tutti neri. _Una buona metà decisamente obesa.
Il frontman è quello che vi aspettate di trovare. Un trascinatore. Urla come un indemoniato...no...ok...come uno che ha lo Spirito Santo che gli parla...ok, vabbeh, come uno che si becca dei bei soldoni. Però ti fa credere che lo Spirito Santo gli stia parlando per davvero, e chissà, magari è proprio così. Gli Stati Uniti sono strani.
Verso la fine il frontman parte con adorabile pippone sull'ammmmore, e sul fatto che bisogna volersi bbbbbbene, perché oggi ci sei e domani...toccata generale di palle...e allora..."abbracciate il vostro vicino e ditegli che gli volete bene!".
Momento di panico...forse se faccio finta di essere morto...il frontman non ti dà scampo. Vede tutto e tutti, ti indica, urla la gioia del Signore e l'ordine è perentorio. "Abbracciate il vostro vicino e ditegli che gli volete bene!".
Non c'è scampo.
Ma perché non mi hanno messo accanto ad una bella gnocca?!?!?!?!?!?!?
Have mercy and say halelujah!
Amen

Tag: chicago,blues,gospel

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baaalllls...baaalllllls...baaaallllls

di ciribo (08/02/2007 - 06:50)

è sempre la musica a fare da sottofondo.
e per fortuna che la nico mi ha prestato il suo lettore mp3. altrimenti credo che adesso starei percorrendo the green mile.
giiiiiirrrllls, giiiirrlls, giiiirls, cantavano i motley crue.
se fossi mogol cercherei qualche strana supercazzola tipo
"Il magazzino che contiene tante casse,
alcune nere alcune gialle alcune rosse
dovendo scegliere e studiare le mie mosse,
sono alle impasse".
ma un proletario "balls, balls, balls" credo renda meglio l'idea.
che palle, che palle, che palle.
questa è la sostanza.
qualcuno, prima di partire, mi diceva "boia deh! vai a chicago! che figata!"
e per quanto io obiettassi che non era certo un viaggio di piacere, la risposta non cambiava.
oh beh...ho ancora qualche giorno da passare qua, e magari riusciremo a finire il lavoro (certo, e magari moana pozzi è viva).
e chissà, forse prima della fine la barista del 33esimo piano deciderà di voler provare se è vero quanto sosteneva la maglietta di madonna. "italians do it better".
ma sta di fatto che, fino ad ora, c'è davvero poco di cui stare allegri.
la media sono 12 ore di lavoro in uno stanzone enorme, sotto la luce dei neon, e mangiando cose tipo "ali di pollo fritte nello strutto rivoltate in un ragguardevolmente vomitoso intruglio a base di ketchup e miele". (marsa, dovresti provarla una ricetta così) ;)














che posso dire...cercherò di godermi, come un bimbo, certe amenità un po' da turista idiota.
ad esempio il tappeto magico che, nell'ascensore dell'albergo, ti accoglie la mattina con un caloroso "good morning" e la sera con un confortante "good evening".














oppure una cena speciale al ristorante benihana.
carne e aragosta grigliate davanti ai propri occhi da un cuoco/giocoliere giappo.
(hey lucyblade! non ti hanno insegnato queste cose al corso di cucina?) :)
visto il conto, credo che stanotte in sogno mi apparirà il volto del nostro Imperatore che con la voce di Totò mi dirà "e iiioo paaaaagoooooooo!!!".
beh, sempre meglio che sognare di incontrare in corridoio la barista del 33esimo scarmigliata e con indosso solo una maglietta con su scritto "i love gentoo". (ok, perdonatemi, questa è una battuta solo per i colleghi di lavoro ;) ).
che posso dire...ripongo la mia fiducia nel weekend...

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Fallin' down...

di ciribo (04/02/2007 - 01:56)

Insomma...è un po' una seghina mentale, ma mi sfruzzicava l'idea di conservare un ricordo della discesa in ascensore dalla Sears Tower.
E così...


































































































































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